La psicoterapia della Gestalt

La Psicoterapia della Gestalt nasce negli anni ’50 a opera di Fritz Perls, psicoanalista ebreo tedesco. Durante la sua formazione, Perls frequenta il gruppo di psicoanalisti cosiddetti “dissidenti”, tra i quali W. Reich, E. Fromm, e lavora a stretto contatto con esponenti della Psicologia della Forma (Gestalt).

Nello stesso periodo, aderisce ai movimenti culturali di avanguardia dell’Espressionismo e del Dadaismo, si interessa di filosofia, di teatro e di espressione corporea.

Emigrato negli Stati Uniti, Perls riesce a integrare il frutto delle esperienze precedenti con il pensiero pragmatico e innovativo di Paul Goodmann e propone un nuovo modello terapeutico. In esso, convergono tutte le varie esperienza di vita e culturali di Perls che riesca a integrare nella Psicoterapia Gestalt il meglio della cultura europea e americana del Novecento, accostandovi inoltre elementi significativi delle Filosofie Orientali.

Per la Psicoterapia della Gestalt diventa centrale non l’interpretazione del vissuto del paziente, ma la consapevolezza dell’esperienza vissuta, così come viene percepita ed espressa dal paziente stesso.

La Psicoterapia della Gestalt è un approccio fenomenologico, interessato cioè all’esperienza per come si presenta e si evolve. L’esperienza corporea è parte integrante di questo mondo.

Più che sull’analisi degli eventi della vita, il terapeuta della Gestalt focalizza la sua attenzione sul come si sviluppano i processi, sulla intenzionalità dei comportamenti, sulla consapevolezza. Il fine è quello di accrescere il grado di responsabilità/libertà personale, di migliorare la fluidità nelle relazioni, di essere se stessi.

Come è stata definita da uno dei suoi più autorevoli esperti, Serge Ginger, la Psicoterapia della Gestalt è l’ «arte del contatto», dello sperimentare con i sensi completamente aperti, dell’esserci pienamente con l’altro.